“Prego signora, si accomodi, vada fuori”. Così uno Stato membro dell’UE a una cittadina italiana, Silvia Guerra, espulsa perché considerata un peso indebito per il sistema sociale del paese. “Ma è cittadina dell’UE”, si obietta di pelle, convinti che l’atto dell’espulsione sia relegato agli extra-comunitari.

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